L'areale dei monti Simbruini venne inserito insieme ad altre 3 zone del Lazio tra quelli ritenuti ammissibili dal Comitato Nazionale aree interne per accedere alle opportunità previste dalla Strategia nazionale aree interne nella programmazione 2014-2020, ideata per rilanciare le aree nazionali distanti dai centri urbani con meno servizi ed un alto indice di spopolamento.
Ma nonostante siano trascorsi oltre due anni da quando la Regione annunciò questi dati, nulla è poi stato fatto, nonostante che fosse proprio stata essa ad asserire che Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Cineto Romano, Filettino, Jenne, Marano Equo, Percile, Riofreddo, Rocca Santo Stefano, Roviano, Sambuci, Saracinesco, Subiaco, Trevi nel Lazio, Vallepietra, Vallinfreda, Vivaro Romano siano i centri con la popolazione in maggior parte anziana, con una popolazione che supera i 65 anni di età pari al 22,7%, al di sopra della media regionale e nazionale per le aree interne che si attesta al 18,7% ed al 21,12%.
Inoltre, sempre da questi studi regionali, emerge che l'areale simbruino registra anche il più basso numero di imprese ogni 1000 abitanti: solo 66,7 contro una media regionale e nazionale pari a 93,5 e 102,6.
Il disagio sociale più alto si registra a Vivaro, Licenza, Roccagiovine, Saracinesco e Ciciliano, mentre il Comune più vecchio è Percile, dove la percentuale di popolazione over 65 balza al 37%. Vallepietra invece detiene il poco invidiabile primato di reddito più basso pro capite, con 13.072 euro a testa.
I comuni invece che hanno un livello di degrado sociale maggiore rispetto alla media sono Vivaro Romano e Licenza, con livelli pari a 8,85 e 6,94.