La Regione Lazio torna indietro sugli ambiti territoriali ottimali per la gestione del servizio idrico. E lo fa con la delibera 218 con la quale sospende l'efficacia di tre delibere (la 56 del 6 febbraio scorso, la 129 del 27 febbraio, e la 152 del 2 marzo) e di fatto manda in soffitta l'introduzione dei 6 Ato (tutta la provincia di Viterbo e 6 comuni della parte nord dell'area metropolitana di Roma; 58 comuni dell'area metropolitana di Roma, tra cui la Capitale; tutti i comuni della provincia di Rieti piu' 8 comuni dell'area metropolitana di Roma; Tutti i comuni della Provincia di Latina, eccetto Campodimele, piu' Anzio e Nettuno e 4 comuni della provincia di Frosinone; Campodimele piu' 78 comuni della provincia di Frosinone; 48 Comuni dell'area metropolitana di Roma piu' 9 comuni della provincia di Frosinone). Si torna, dunque, all'attuale "assetto dell'organizzazione del S.I.I. regionale in cinque ATO regionali - si legge nella delibera pubblicata sul Burl - cosi' come definiti con L.R. 6/1996 ed il relativo assetto gestionale dei cinque AATO regionali, cosi' come nel tempo individuati in qualita' di sottoscrittori delle apposite convenzioni di gestione, fino alla loro naturale scadenza". Insomma, si torna agli Ato Lazio Nord-Viterbo, Lazio Centrale-Roma, Lazio Centrale-Rieti, Lazio Meridionale-Latina, Lazio Meridionale-Frosinone. Un assetto criticato fortemente dai movimenti per l'acqua pubblica appena venne approvato lo scorso febbraio, e da ultimi i sindaci dell'Ato 2 che una decina di giorni fa avevano deciso di contrastare il nuovo assetto idrico.
Ma il problema potrebbe essere solo stato rinviato, perchè
la delibera approvata demanda "al direttore generale Risorse idriche e Difesa del suolo, nei successivi sei mesi dalla data della presente, ogni attivita' utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I., anche previa modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono, anche previo qualificati contributi da reperire all'esterno della struttura regionale in materia di: il sistema di regolazione; la tutela dell'ambiente; la tutela del consumatore; il modello industriale; la comparazione interregionale; la valorizzazione della partecipazione dei territori e degli interessi sociali diffusi". Insomma, il sistema degli Ato potrebbe essere di nuovo cambiato (magari aumentandone il numero) ma la "modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono" potrebbe anche portare a un intervento sulla legge regionale 5 del 2014, quella relativa alla ripubblicizzazione dell'acqua.
Ma il problema potrebbe essere solo stato rinviato, perchè
la delibera approvata demanda "al direttore generale Risorse idriche e Difesa del suolo, nei successivi sei mesi dalla data della presente, ogni attivita' utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I., anche previa modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono, anche previo qualificati contributi da reperire all'esterno della struttura regionale in materia di: il sistema di regolazione; la tutela dell'ambiente; la tutela del consumatore; il modello industriale; la comparazione interregionale; la valorizzazione della partecipazione dei territori e degli interessi sociali diffusi". Insomma, il sistema degli Ato potrebbe essere di nuovo cambiato (magari aumentandone il numero) ma la "modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono" potrebbe anche portare a un intervento sulla legge regionale 5 del 2014, quella relativa alla ripubblicizzazione dell'acqua.
