No. Gli elettori della valle del Reno e del Setta non avranno il piacere di assistere a un confronto diretto fra i candidati sindaci dei loro comuni. Non siamo statunitensi i quali si aspettano come appuntamento d'obbligo il confronto diretto dei candidati alla presidenza anche per farsi un'idea su chi affidare il loro futuro.
Noi no. Preferiamo il soliloquio del 'nostro candidato' e le inevitabili storture che alimentano il ' nostro preconcetto' elettorale.
A Marzabotto è fortissima la polemica per l'invito di Morris Battistini al confronto diretto fra i tre contendenti alla poltrona di primo cittadino. Qui il rifiuto per molti trova giustificazione nel trascorso bellicoso dei contendenti in Consiglio Comunale dove la discussione si dice sia avvenuta a fucilate e i banchi del Consiglio fossero più una trincea che semplici scranni. C'è chi spiega invece il rifiuto all'invito con pura e semplice paura di mettersi in gioco.
E' di oggi poi la notizia, riportata dal Carlino, del rifiuto all'invito al confronto lanciato da Marco Mastacchi, candidato a Sasso Marconi, di entrambi i suoi competitors. Mastacchi aveva proposto il confronto diretto in piazza il 24 maggio a chiusura della campagna elettorale. Entrambi, Parmeggiani e Muratori, accampano altri impegni programmati da tempo e contestano l'iniziativa unilaterale non concordata. Il diniego ha fatto discutere e diversi sono i commenti: da chi ritiene legittimo il dribbling all'invito, a chi lo addebita alla paura e a chi lo giustifica poiché chi ha già la certezza del successo, non ritiene opportuno mettere a repentaglio il suo 'pacchetto di consenso' in un impegnativo, inutile e probabilmente penalizzante, confronto diretto in piazza.
A Sasso Marconi c'è poi una ulteriore novità: l'invito di Marco Mastacchi di festeggiare tutti insieme, vincitori e vinti, al termine dello spoglio, il nuovo gruppo dirigente premiato dall'esito elettorale. Anche qui il rifiuto è molto probabile: se a vincere fosse un outsider, come molti sostengono, chi crede che il PD possa festeggiare, dopo una tenuta ininterrotta da 74 anni dell'amministrazione comunale? Non tutto è deciso. A Monzuno l'invito è stato formulato per concordarne il programma e le modalità. Ma la conclusione è difficile: non ci si accorda sul giornalista cui affidare la conduzione ( chi e di chi), quali domande, in che giorno, in che luogo e non manca chi sostiene che l'inconciliabilità delle pretese celi la volontà di smarcarsi.
In tutta questa disputa a rimetterci è sicuramente l'elettore, cui viene preclusa la opportunità di assistere al confronto sui diversi punti di vista riguardo a temi di interesse collettivo.
“Il confronto è un diritto degli elettori e un dovere dei candidati”, ha commentato l'ex assessore Renzo Corti.

