Gli elettori di Sasso Marconi che si recheranno al seggio il 26 maggio non sceglieranno solamente il nuovo sindaco del paese, sceglieranno molto di più: decideranno se continuare ad avere un paese assopito nella noia amministrativa o se dargli una scossa; se affidare la guida del loro prossimo futuro ai designati dai partiti o meno. Se continuare ad avere amministratori che essendo stati scelti da apparati lontani, a questi obbediscano e non agli elettori. Se continuare a dare fiducia a chi amministra non per la crescita del paese, ma per il mantenimento dell'equilibrio partitico a loro favorevole. Ciò porta a comportamenti diversi a seconda che il cittadino sia 'nel libro giusto 'o meno. Sarà quindi necessario l'accreditamento politico per avere l'attenzione di chi amministra.
L'elettore sceglierà se avallare ancora questa 'democrazia mutilata' o cambiare. L'alternanza è il sale della democrazia e la garanzia che il confronto politico sia vero. Settantaquattro anni della stessa maggioranza è un dato 'inquietante', crea molti interrogativi e soprattutto ha tolto all'elettorato ogni possibilità di confronto amministrativo. Possibilità che rischia di essere inibita con il ricatto socio-economico: se sei con i 'padroni del vapore' o almeno fingi di esserlo, hai diritti economico-amministrativi. In caso contrario non esisti, se non per pagare tasse e 'multe'.
Questa volta l'elettore dovrà scegliere amministratori capaci, non targati. Ciò sarà la salute di Sasso Marconi, non solo perchè gestori qualificati migliorano il paese, ma perchè costringerà gli avversari a riproporsi aumentando le proprie capacità. E' questa gara che rende la democrazia piena e matura. E' la certezza che questo è il vero motore che anima chi si propone di amministrare che ci farà gridare 'vinca il migliore'.
