Di famiglia contadina, con le radici a Sasso Marconi, Marco Mastacchi ( nella foto) ha alle spalle una lunga esperienza amministrativa a Monzuno, con 14 anni di opposizione e 10 di primo cittadino. Lascia il Comune in condizioni più che apprezzabili per continuare l'esperienza di sindaco in un paese impegnativo come è Sasso Marconi. Per le amministrative del 26 maggio si è infatti posto alla guida di una lista civica dal titolo 'Dimmi' e si propone di porre termine al lungo predominio della compagine amministrativa che da 74 anni è a capo del Comune. Gli abbiamo chiesto:
Lei ha già esperienza di campagne elettorali nel Comune di Monzuno, quali le differenze che ha trovato incontrando gli elettori di Sasso Marconi?
“L'unica differenza è nel numero di persone da raggiungere. Ma trattandosi di persone, le problematiche e le necessità sono le stesse”.
Lo slogan della sua campagna elettorale è 'dimmi', l'ascolto dei cittadini. Come pensa di arrivare a soddisfare tutte le richieste in un comune grande come Sasso Marconi ?
“Banalmente,dando la mia piena disponibilità e applicando le stesse regole risolutive già attuate a Monzuno. Il numero del mio telefono è patrimonio di tutti e il mio ascolto è garantito come lo è stato a Monzuno.”
Sasso Marconi è un comune ricco, ma pare fermo al palo. Come intende rilanciarne l'immagine e l'economia ?
“Sasso Marconi ha un potenziale inespresso che si chiama Guglielmo Marconi che inspiegabilmente in passato non è mai stato valorizzato come meritava. Sarà sufficiente realizzare progetti che portino il suo nome per rilanciare il Comune e non solo.”
Non ci sarà il confronto pubblico di fine campagna elettorale fra i tre candidati sindaco. Cosa ne pensa ?
“Io ci spero ancora. Ho lasciato aperto l'invito ai colleghi candidati, dando la disponibilità a modificare l'organizzazione della serata. Spero che accettino l'invito. Sarebbe una bella occasione tanto per i candidati, quanto per i cittadini di Sasso Marconi. Io comunque sarò in piazza venerdì dalle 21 per rispondere alle domande dei cittadini.”