Il Consorzio della mela Rosa Romana dell'Appennino è una realtà.

E' nato il Consorzio della mela Rosa Romana dell'Appennino. Sala parto, la sede dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese a Vergato. Levatrici , l'instancabile Antonio Carboni Contini, che ha assunto anche l'incarico di tesorieree l'amico Marco Bondioli. Segretario il tecnico Cesare Colzi, tecnico agronomo, dottore forestale. A tenerlo a battesimo un bel numero di agricoltori che si sono impegnati a vigilare perchè il loro neonato organismo e la Mela Rosa Romana possano crescere forti e arricchire le belle pendici delle alte colline bolognesi e pistoiesi di coltivazioni di questo dolce e antico frutto, e valorizzare così quello che, già appurato da studi e ricerche universitarie, è un prodotto di grande qualità che trova nelle valli dell'Appennino tosco-emiliano un habitat ideale e tale da garantirne un qualità inarrivabile. Il consorzio non curerà poi solo la ripresa della Rosa Romana in Appennino, ma anche il recupero delle specie frutticole storiche e cerealicole andate trascurate con le migrazioni del dopoguerra. Il primo padrino è Dario Mingarelli che ha assunto la carica di Presidente, per i prossimi due anni, poi la carica diventerà annuale.

Mingarelli nel suo discorso di insediamento ha definito questo progetto 'una sfida e un sogno'. “ La Rosa Romana ha così tante proprietà da poterne fare una eccellenza del nostro territorio,” ha detto. “E' un frutto antico sicuramente di 2.500 anni ( già Plinio nei suoi scritti parlava della 'mela rosa'). E' una bellissima eredità, così come questo nostro paesaggio frutto di un intervento umana durato millenni, che dobbiamo conservare”.

Presente anche l'assessore di Vergato, Patrizia Gamberi ( nella foto a sin.) e il consigliere Regionale Igor Taruffi, i quali si sono dichiarati disponibili a lavorare nei rispettivi enti per fornire la massima collaborazione.
Così come il vicesindaco del comune di Gaggio, Maurizio Malavolti che ha parlato di iniziativa molto importante per tornare a ragionare sull'agricoltura.

Cesare Calisti ( nella foto), componente del direttivo del Consorzio, ha voluto ricordare innanzitutto il compianto Pietro Vicinelli senza la cui tenacia, passione, lavoro, egli ha detto, non saremmo qui. Quindi ha indicato come fondamentale il progetto elaborato dall'Università di Bologna, sotto la guida del professore Silviero Sansavini, che indica come fondamentali per riuscire a realizzare il rilancio della Mela Rosa Romana, dieci punti capaci di coniugare alimentazione, salute, ricerca e segnalano come fondamentale il rendere metodico il censimento e la catalogazione degli esemplari già presenti.
I componenti del Consorzio si sono poi riproposti di programmare delle linee guida per organizzare feste, sagre e incontri che coinvolgano i produttori locali, progetti didattici e di recupero di alberi antichi anche nell'ottica di muovere un turismo lento e attento alle eccellenze territoriali oltre che a una sana alimentazione.

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