Coronavirus. Dal 23 marzo divieto di bruciare residui dei lavori agricoli e forestali, senza eccezioni

Lo prevede una Ordinanza del Presidente della Regione, fino alla fine dell'emergenza sanitaria

Scatta in tutta la Regione il divieto di bruciare stoppie, legname e altri materiali residui dei lavori agricoli e forestali, senza eccezioni e per tutta la durata dell'emergenza.
Il provvedimento rientra nelle misure contenute nell'Ordinanza del Presidente della Regione, del 20 marzo, sulla gestione dei rifiuti, a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Le nuove disposizioni, si legge nel Decreto, sono state assunte perchè la pratica dell'abbruciamento controllato dei residui dei lavori agricoli e vegetali,  può causare l'innesco di potenziali incendi boschivi e di vegetazione e portare ad infortuni, anche gravi, che potrebbero richiedere cure ospedaliere o di pronto soccorso e un conseguente sovraccarico per il sistema sanitario.
Il divieto inoltre consente ai Carabinieri Forestali ed ai Vigili del Fuoco - di norma preposti al presidio del territorio per il monitoraggio dei fuochi - di concentrare uomini e mezzi nelle attività messe in campo per contrastare la diffusione del contagio.
Per tutto il periodo di durata dell'emergenza non si applicano i permessi previsti dall’articolo 58 del Regolamento forestale regionale n.3/2018.


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