Tutti divisi sullo smaltimento alla ex Burgo di Lama di Reno a Marzabotto


Si allarga la contrarietà alla ipotesi di dare sede in una porzione dell'ex cartiera Burgo di Lama di Reno a un'azienda per lo smaltimento di fanghi residui di acque bianche e sterpaglie provenienti da isole ecologiche. A scendere in campo ora è il centro destra di Sasso Marconi che , come la vicina Lama insiste sul Reno, riceve quindi le acque del fiume. Si teme che le lavorazioni effettuate nella nuova impresa coinvolgano anche le acque del Reno e che portino quindi a Sasso Marconi residui di lavorazioni impattanti e fumi tossici. La proposta è già stata trattata in una assemblea pubblica a Lama di Reno che ha evidenziato una decisa differenza di vedute fra l'amministrazione comunale e i residenti. A rendere particolare il confronto è stato il fatto che alla proposta degli amministratori di sinistra si sono contrapposti i componenti di un gruppo di residenti la maggior parte dei quali è considerata di elettori di sinistra. Al contrario, in aiuto al centro sinistra è arrivato l'inedito sostegno del centro destra, il cui capogruppo consiliare Morris Battistini si è dichiarato favorevole e si è affiancato al sindaco Valentina Cuppi nel sostenerla. 


Ora anche Mauro Muratori ( nella foto), capogruppo consiliare del centro destra di Sasso Marconi, mette i luce i potenziali rischi delle lavorazioni. Si propone di valutare la 'vicenda' anche con l'accesso agli atti in Regione e di contattare il Comitato di Lama di Reno che, fra l'altro, starebbe valutando una raccolta di firme di 'protesta'. Interessante quindi il quadro che si viene a delineare: il centro sinistra di Marzabotto è spaccato fra amministratori e elettori di Lama di Reno, ma la maggioranza consiliare ha l'appoggio del centro destra marzabottese, il quale però non può tanto gioire per le difficoltà del centro sinistra poiché a sua volta non trova l'approvazione del centro destra di Sasso Marconi. 


Morris Battistini (nella foto) non nasconde il suo disappunto: “Non ci sono lavorazioni impattanti. I fanghi sono secchi e le sterpaglie non vengono bruciate, ma macerate in un compattatore di rifiuti. Il tutto avviene all'interno dello stabilimento. Non ci sono fumi poiché non ci sono combustioni. Gira un solo camion in quanto la materia prima è del luogo. Non ci sono utilizzi di acque di fiume, ne' scarichi. Finalmente si creano posti di lavoro e li si vuole respingere. Mi chiedo cosa si vuol fare della ex Borgo. Lo stabilimento sta crollando per l'abbandono. Arriva una proposta 'sana' di riutilizzo e la si vuole bocciare. Incredibile. Si aggiunga poi che queste lavorazioni ora si fanno a Ravenna con maggiori costi e maggiore utilizzo di carburanti: quelli sì che inquinano”, conclude.

 

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