Il settore conta un centinaio di imprese nell’area metropolitana, localizzate soprattutto in Appennino. L’associazione: “La cura dell’ambiente passa anche da necessari interventi di prevenzione, è ciò che fanno gli imprenditori forestali e agro-forestali. Chi prova a ostacolarne l’attività non fa il bene del territorio”
Claudio Cervellati
Resp.le Tecnico Area Forestazione e Sviluppo Montano di Confagricoltura, invia:
“Le imprese forestali e agro-forestali lavorano esclusivamente per il bene del territorio e per prendersi cura del nostro polmone verde”. Lo sottolinea Confagricoltura Bologna in occasione della Giornata internazionale delle foreste, istituita nel 2012 dall'Assemblea generale delle Nazioni unite. Sono circa un centinaio le aziende del comparto nell’area metropolitana bolognese, per lo più nella zona dell’Appennino.
“La loro attività – evidenzia Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna – è fondamentale per la micro-economia dei territori montani, così come lo è per la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi. Troppo spesso, anche ultimamente e soprattutto nelle aree metropolitane, stiamo assistendo ad accuse infondate da parte di chi, in nome di un presunto ambientalismo, prova ad ostacolarne il lavoro. Le imprese forestali, cioè realtà professionali, qualificate tramiti appositi corsi formativi e iscritte al relativo albo regionale, vengono accusate di sfruttare il territorio per trarne un vantaggio puramente economico quando al contrario costituiscono un presidio a difesa dello stesso territorio. Proprio ai presunti ambientalisti ricordiamo che fare gestione delle aree boschive è l’unico modo che c’è per difendere davvero le nostre aree verdi e forestali e scongiurare, attraverso la prevenzione, conseguenze potenzialmente disastrose. Questa è per noi la cultura green, che non può certo manifestarsi nel non intervenire mai come qualcuno vorrebbe: se così fosse, a pagarne le conseguenze sarebbe innanzitutto il nostro Appennino che è già ricco di boschi, ma in gran parte degradati”.
Il lavoro delle imprese del settore va anche a beneficio di chi vuole utilizzare le aree forestali per iniziative legate alla pubblica utilità. “Oltretutto – continua Garagnani – la valorizzazionedella nostra filiera permette di utilizzare legname locale riducendo il ricorso a quello proveniente dall’estero, quando l’Italia è il primo importatore mondiale di legna da ardere con tutti i problemi di inquinamento dovuti ai trasporti e di tracciabilità in una cornice definita dal regolamento europeo. Confagricoltura propone un metodo di gestione forestale sostenibile, aderendo a Pefc Italia, ed è promotore di un’attività di manutenzione da condurre nel pieno rispetto delle regole collaborando in maniera costante con enti competenti e organismi di controllo. In tal senso è quotidiano e fondamentale il rapporto di collaborazione con i carabinieri forestali che accompagnano le imprese del settore nella loro attività: un lavoro di squadra per il bene del territorio”.
La superficie italiana destinata a boschi e foreste è in crescita costante, con un incremento di 3 milioni di ettari negli ultimi 30 anni. Complessivamente, le aree forestali coprono oltre il 35% del territorio nazionale, con punte anche del 50% in alcune regioni. La crescita annuale non è sottoposta al taglio per circa tre quarti.
Giuseppe Catapano
