Anche il ponte della vecchia Porrettana su rio Gemese
A preoccuparsi sono stati i consiglieri della lista Dimmi che in Consiglio comunale hanno chiesto che si provveda a una verifica tecnica sulla staticità della struttura anche perchè se il vicino ponte che unisce la Porrettana a viale Kennedy dovesse richiedere chiusure, la vecchia Porrettana e quindi quel ponte dovrebbero sostenere l'intero traffico della valle del Reno. Una mole che potrebbe accelerare eventuali carenze. C'è chi teme che il manufatto di viale Kennedy possa richiedere interventi di consolidamento e ha già documentato tale timore con corredi fotografici che evidenziano danni ben visibili. Difficile la situazione del traffico a Sasso Marconi. Ora una novità, che speriamo non sia preoccupante: il ponte Leonardo da Vinci che doveva passare a carico di Anas il 15 marzo scorso per consentire all'ente di avviare studi e rilievi sulla massa muraria e individuare la soluzione migliore per rimetterlo in uso, è ancora a carico della Città Metrolitana poiché la stessa è titolare di un cantiere in corso e quindi il trasferimento non è stato possibile. Lo sarà solo a chiusura dei lavori in corso. E' stato riferito che esami e verifiche dei tecnici Anas sono comunque in corso e l'ipotesi procedurale che in questo momento pare prendere forma è quella di 'incappottare' il ponte con una nuova gabbia in cemento armato. Tale intervento garantirebbe, a giudizio dei tecnici, una ottima capacità di sostegno nel tempo. Imminente poi la copertura del tratto di ferrovia sotto il ponte, un ombrello atto a garantire il passaggio del treno senza che calcinacci della camicia del ponte possano raggiungere i convogli in transito. Dato negativo è quello che si sussurra con preoccupazione: il tempo di chiusura per la bonifica del Leonardo da Vinci non sarebbe limitato ai due anni già preventivati, ma potrebbe allungarsi e ciò preoccupa, anche perchè la sua mancanza impatta notevolmente sul resto della viabilità sassese. L'ipotesi non è comunque definitiva. Pare perdere interesse la realizzazione di un secondo ponte a fianco dell'attuale. Ipotesi piaciuta in un primo momento a molti poichè avrebbe consentito anche di correggere le carenze dell'attuale Leonardo da Vinci.
Infine c'è chi si chiede come sia stato possibile arrivare a una situazione in cui tutti i ponti del paese sono ritenuti a rischio ( il Leonardo da Vinci è fuori uso) e come la Città Metropolitana sia rimasta sorda alle numerose sollecitazioni e denunce di cittadini e comitati.