VICOVARO - Antenne, il M5S critica l'accordo Comune e la Inwit: svantaggioso, l'Amministrazione spieghi ai cittadini

"A seguito della documentazione pubblicata inerente l'accordo tra l'Amministrazione Comunale e la società INFRASTRUTTURE WIRELESS ITALIANE S.p.A., in merito alla delocalizzazione della SRB di via Verdi, si evince un incomprensibile svantaggio economico per il Comune di Vicovaro. Entriamo nel dettaglio...
L'accordo prevede la locazione di un'area pari a 371 m² (!) a un canone annuale di € 1.000,00 per la durata di ben 30 anni. Una cifra a dir poco ridicola, soprattutto se consideriamo la suferficie concessa! È difficile comprendere, almeno nell'immediato, la necessità di locare un'area tanto estesa (se consideriamo lo scopo a cui dovrebbe essere destinata), quando di norma lo spazio concesso è compreso tra i 1 m² e al massimo 100 m².
Alla fine del 2015 è stato stipulato un Protocollo d'intesa tra l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e i gestori di telefonia H3G, Vodafone Italia e Wind (bit.ly/2xBXN2W). Tale protocollo, al quale il Comune di Vicovaro si è guardato bene dall'aderire, prevede un accordo sui contratti di locazione di superfici e beni pubblici facenti parte del patrimonio disponibile dei Comuni. In esso viene stabilito un criterio di calcolo per il canone di locazione di aree per una metratura compresa tra 1 m² e 100 m², per la realizzazione di stazioni radio base (SRB) per la telefonia mobile. A titolo di esempio, utilizzeremo tale metodo di calcolo per applicarlo al caso in questione.
In primo luogo è necessario considerare che l'area concessa dal Comune supera di quasi 4 volte il valore massimo considerato dall'ANCI, tuttavia sarà utile come termine di paragone per valutare quanto svantaggioso sia l'accordo stipulato dall'Amministrazione Comunale. La nota esplicativa chiarische: «Il criterio di calcolo inserito nel Protocollo d'Intesa prevede di prendere a riferimento il valore al metro quadro del bene calcolato dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare, rivalutato con un fattore premiale che lo raddoppia e moltiplicato per il numero dei metri quadri occupati dall'impianto. Al fine di tutelare i Comuni più piccoli e quelli con valori immobiliari bassi e, contemporaneamente, contribuire ad armonizzare il mercato, sono state previste inoltre una soglia minima pari a 5.000 euro/annui e una massima, pari a 13.000 euro/annui.»
Ovvero un valore compreso tra € 5.000,00 e € 13.000,00 all'anno per aree fino a 100 m². In attesa dei dati OMI richiesti per il calcolo (non sono disponibili online per il Comune di Vicovaro i valori per altre destinazioni al di fuori di quella residenziale), volendo considerare il valore minimo di € 5.000,00 all'anno previsto dall'accordo ANCI oppure un più plausibile valore minimo di € 1,00/m² al mese per la locazione, avremmo un range di ricavato nell'arco trentennale pari a € 150.000,00 ~ € 267.000,00.
Ora calcolando la differenza tra i ricavati, è possibile rendersi conto di quanto denaro perderebbe il Comune, se tale accordo venisse mantenuto per i 30 anni previsti: € 120.000,00 ~ € 237.000,00. Se poi sommiamo gli € 36.000,00 persi a causa della sospensione per Telecom del canone di locazione dell'impianto sito in località Pratarelle per 6 anni - il quale dal 7° anno in poi sarà abbassato anch'esso a € 1.000,00 annui - allora il mancato introito per le casse comunali salirebbe da un minimo di € 156.000,00 a un massimo di € 273.000,00 (considerando € 1,00/m² mensili per la locazione)! Soldi che avrebbero potuto essere utilizzati per il fondamentale monitoraggio di tali impianti, a garanzia del rispetto dei limiti di Legge per l'inquinamento elettromagnetico e altre opere necessarie e prioritarie.
Inoltre, il sospetto è legittimo, un'area di 371 m² recintata e con sistema di sicurezza a discrezione della società sarebbe adatta a contenere ben più di una semplice SRB. Tecnicamente infatti la società locataria è libera di subappaltare e investire in altre tecnologie, come è possibile leggere nello schema dell'atto transitorio: «Si intende ammessa, senza alcun incremento di canone, la sublocazione di spazi ad altri gestori di telecomunicazioni nonché la posa di infrastrutture ed impianti finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie per reti di radio e tele/videocomunicazione elettronica.» Con buona pace della tutela alla salute dei cittadini...
Tutto questo senza considerare che l'area in questione ricade all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, soggetta a diversi vincoli (paesaggistico, idrogeolocico, sismico, ecc.), ed è zona non consentita dall'attuale Regolamento in materia.
L'Amministrazione Comunale ha il dovere di dare spiegazioni alla cittandinanza sul perché di un simile accordo, chiaramente svantaggioso per il Comune, motivando nel dettaglio le decisioni prese: sulla scelta del luogo, del canone e dalla superficie concessa. Non si può giustificare la crisi di bilancio dicendo ai cittadini che le uscite sono maggiori delle entrate, come dichiarato dall'Assessore al Bilancio Enzo Coccia (bit.ly/2vsf7qJ), e poi concludere accordi ridicoli a netto svantaggio del nostro Comune!"

Subscribe to receive free email updates: